Immaginatevi di svegliarvi con il profumo della salsedine che si mescola all’aroma del pino marittimo, mentre il sole accarezza le colline di Santa Margherita Ligure. È da qui, dal pittoresco quartiere collinare di San Siro, che parte un’avventura indimenticabile, un trekking che è molto più di una semplice passeggiata: è un viaggio nell’anima più selvaggia e affascinante del nostro Tigullio, fino a svelare un tesoro incastonato tra mare e roccia, l’Abbazia di San Fruttuoso.
L’Inizio del Sentiero: Tra Ulivi e Scorci Panoramici
Lasciandosi alle spalle le case color pastello di San Siro, il sentiero si inerpica dolcemente, serpeggiando tra fasce coltivate a ulivi secolari e macchia mediterranea. Ogni passo è un invito a rallentare, a respirare l’aria frizzante e a lasciarsi avvolgere dai suoni della natura. Le ginestre fiorite in primavera e il profumo del mirto d’estate accompagnano la progressione, mentre lo sguardo si perde sull’azzurro profondo del Golfo del Tigullio, con le sue barche che sembrano piccole macchie colorate.
Il percorso, inizialmente in salita per raggiungere le creste del Monte di Portofino, regala vedute che si aprono all’improvviso, veri e propri balconi naturali da cui ammirare l’intera costa. È un cammino che richiede un po’ di impegno, ma che ripaga con la promessa di orizzonti sconfinati.
Il Passo del Bacio: Leggende e Panorami Mozzafiato
Proseguendo lungo il crinale, tra saliscendi che mettono alla prova gambe e spirito, si giunge a uno dei punti più suggestivi dell’intero percorso: il Passo del Bacio. Il nome stesso evoca storie e leggende di innamorati. Si narra che qui, un tempo, due giovani amanti si scambiassero l’ultimo bacio prima che il sentiero si facesse troppo difficile per la fanciulla. Oggi, è un luogo dove il vento sussurra antiche storie e dove il panorama si apre in una visione a 360 gradi, abbracciando il mare infinito da un lato e le valli verdi e scoscese dall’altro. La roccia si fa più ardita, ma il sentiero rimane sicuro, scolpito nella montagna, offrendo scorci che tolgono il fiato ad ogni curva. Dopo aver scalato le alture che si ergono dietro San Siro, si affronta un percorso che, pur tra saliscendi, culmina in una discesa finale di circa 200-250 metri fino al mare, dove l’Abbazia attende come una perla.
L’Abbazia di San Fruttuoso, un gioiello incastonato nella costa.
L’Abbazia di San Fruttuoso: Un Tesoro Custodito dal Mare
Dopo ore di cammino, quando la fatica inizia a farsi sentire, ecco che, quasi magicamente, si apre uno squarcio tra la vegetazione e l’Abbazia di San Fruttuoso appare in tutta la sua maestosa semplicità, adagiata in una piccola baia raggiungibile solo a piedi o via mare. È un’immagine che ripaga ogni sforzo, un’architettura millenaria che emerge dal verde lussureggiante, bagnata dalle acque cristalline.
Questo luogo incantato, oggi proprietà del Fondo Ambiente Italiano, racconta una storia millenaria. Le sue origini risalgono al X secolo, quando monaci benedettini scelsero questa insenatura isolata per fondare un monastero. Un luogo di pace e contemplazione, dove il tempo sembra essersi fermato.
La Storia dei Monaci Benedettini e la Nascita dell’Abbazia
La storia dell’Abbazia è profondamente legata alla presenza dei monaci benedettini. Si narra che il vescovo San Fruttuoso di Tarragona, in fuga dalla Spagna invasa dai Mori nel VII secolo, approdò qui. Le sue reliquie, trasportate in questo luogo, diedero il nome all’insenatura e all’edificio che sarebbe sorto. Furono i monaci benedettini, con la loro regola “Ora et labora”, a plasmare questo luogo, trasformandolo in un centro di vita spirituale e materiale. Lavorarono la terra, edificarono, pregarono, in un’armonia perfetta con la natura selvaggia che li circondava.
Nel corso dei secoli, l’Abbazia passò sotto diverse signorie, tra cui quella dei Doria di Genova, che vi costruirono anche le loro tombe e una torre di avvistamento. Ogni pietra, ogni arco, ogni affresco racconta un pezzo di questa lunga e affascinante storia, intrisa di fede, potere e resilienza.
Arrivare a San Fruttuoso via terra è un’esperienza che arricchisce l’anima, permettendo di comprendere appieno l’isolamento e la bellezza intrinseca di questo luogo sacro. Una volta giunti, ci si può concedere un bagno rinfrescante nelle sue acque limpide, gustare un buon piatto di pesce in uno dei ristorantini affacciati sul mare o semplicemente sedersi sulla spiaggia, ammirando la maestosità dell’Abbazia e lasciando che il rumore delle onde culli i pensieri.